Ci sono tradizioni che sono radicate in un territorio e che hanno una storia centenaria (o quasi) e ci sono tradizioni più recenti, ma che ha tutti i presupposti per diventare qualcosa di grande con la propria storia da raccontare. Questa è la storia della nostra infiorata del Corpus Domini.
La nostra tradizione è nata lo scorso anno dalla volontà di Gabriele e Paolo e ha trovato subito il sostegno di Melania, la nostra artista, e di tutti noi del LabUM. Siamo partiti da una piccola installazione per arrivare, quest’anno, a qualcosa di più grande e partecipato.
Abbiamo voluto coinvolgere tutti e siamo stati ripagati con 4 quintali di sale, sorrisi e gratitudine in ogni sua forma.
A volte basta poco per fare tornare a vivere un luogo che in molti percepiscono addormentato, ma che custodisce un cuore pulsante, pronto ad esplodere di vita.
Ieri, per noi, è stata l’ennesima dimostrazione che si possono fare cultura, arte e tradizione, e che le stesse mettono le radici nel territorio quando quel territorio le sente proprie e le accoglie.
Gli occhi lucidi e pieni di emozioni delle persone che passeggiavano durante e tra l’installazione sono stati il grazie più grande che potessimo ricevere. E a chi dice che i mottolesi non partecipano, noi rispondiamo con tutte le bellissime sensazioni che ci hanno lasciato.
E se qualcuno ci chiede cos’è la cultura, noi rispondiamo che è coltivare e custodire i valori di un popolo, creando conoscenza e consapevolezza. Per alcuni forse stiamo solo giocando, per molti altri, forse invece, stiamo costruendo memoria e coscienza e, soprattutto, lo stiamo facendo per Mottola, il luogo che abbiamo scelto di vivere!
